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giovedì 25 maggio 2017

L'età della riscoperta. Il primo rinascimento.

L'ETA' DELLA RISCOPERTA. IL PRIMO RINASCIMENTO


Girolamo Tiraboschi

In tre capitoi consecutivi della sua Storia della letteratura italiana (1772 - 82) lo studioso settecentesco Girolamo Tiraboschi mise a confronto tre fattori: lo <<scoprimento di libri>>; lo <<scoprimento d'antichità>> e lo <<scoprimento dell'America>>. Questo <<paradigma di Colombo>> ha esercitato un asignificativa influenza sulle generazioni successive. Nel XIX secolo Jules Michelot e Jacob Burckhardt hanno esteso l'intuizione di Tiraboschi a un modello più ampio, definito da entrambi <<la scoperta del mondi e dell'uomo>>.
La prima fase del Rinascimento o italiano, dal 1300 circa al 1490. In questa fase si giunse alla scoperta di qualcosa che successivamente sarebbe stato dato per scontato; la culttura dell'antica Romae, in misura minore, della Grecia classica. Il primo Rinascimento fu anche un'epooca di riforme, ispirate all'esempio di questi modelli classici. 
I singoli e gruppi non possono tagliare tutti i ponti con la cultura in cui sono stati educati. Il paradosso decisivo di tutte le riforme culturali è che i riformatori provengono sempre da quella stessa cultura che vogliono trasformare. Sotto molti aspetti i pioneri del Rinascimento, erano ancora legati al Medioevo. Pertanto, tracciare una netta linea di demarcazione tra i due periodi - il <<Medioevo>> e il <<Rinascimento>> - non è particolarmente utile. La civiltà del primo Rinascimento che verrà analizzata in questo capitolo coesisteva, con la cultura europea del tardo Medioevo. 


Notre Dame de Paris

Tra le caratteristiche più significative della culttura tardo medievale possiamo citare l'arte gotica, la cavalleria, la filosofia scolastica: esse si potranno ritrovare praticamente in tutte le regioni europee. <<L'Europeizzazione dell'Europa>>, era iniziata già nel XII e nel XIII secolo, molto prima, cioè, del Rinascimento. 
Il cosiddetto stile <<gotico>>, rappresentava il linguaggio internazionale dell'arte europea. Nonostante variazioni e specificità di carattere locale - l'uso dei mattoni nelle chiese danesi, il contrato tra lo sviluppo in altezza delle cattedrali francesi e quello prevalentemente in larghezza di quelle inglesi - lo stile gotico presentava tratti comuni chiaramente riconoscibili dal Prtogallo alla Polonia. La <<cavalleria>>, vale a dire i valori della noviltà del tardo Medioevo, basati sull'arte della guerra e dei combattimenti a cavallo. I romanzi cavallereschi, i testi che raccontavano le nobili gesta di eroi come Orlando e di re Artù, vebivano ancora avidamente letti o ascoltati in gran parte dei Pesi europei. Le opere di quella che oggi definiamo teologia e filosofia della scolastica, gli scritti di Tommaso d'Aquino, nacquero nelle sale di lettura delle <<scuole>>, delle università medievali del XII e del XIII secolo. Questi lavori erano rivolti a una ristretta cerchia di studiosi, anche in questo caso di tipo internazionale. 
Lo stile gotico, la cavalleria, la scolastica avevano tutti il loro centro in Francia. L'architettura gotica nacque in questo Paese all'inizio del XII secolo. L'università di Parigi era il più importante centro di insegnamento di elaborazione della filosofia scolastica. I più celebri romanzi cavallereschi erano tutti composti in Francia. L'alto Medioevo in pratica coincise con l'egemonia culturale della Francia in Europa. 
Queste tre forme di cultura medievale sopravvissero fino al XV e persino al XVI secolo: la scolastica continuò a essere centrale nei corsi di arti liberali di gran parte delle università europee; i romanzi cavallereschi continuarono ad avere un'entusiasta schiera di lettori e proseguì anche a costituire chiese e cattedrali gotiche. Nel corso del Rinascimento, lo stile gotico, la scolastica, i valori della cavalleria persero progressivamente la loro posizione di monopoli per confrontarsi e interagire sui rispettivi terreni con stili e valori altternativi, ispirati ai modelli della classicità. 
In Italia, i modelli francesi del Gotico, della cavalleria e della scolastica erano penetrati meno profondamente che in altre zone d'Europa. La scolastica era giunta relativamente tardi in Italia, dove università importanti - Bologna e Padova - davano maggior importanza al diritto delle arti liberali e alla medicina che non aalla teologia. Le città italiane, avevano prodotto una cultura alternativa laica piuttosto che clericale, civile piuttosto che militare. 

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Il Rinascimento. Inquadrare il Rinascimento. Centri e periferie


Firenze. 

INQUADRARE IL RINASCIMENTO

Centri e periferie

La scelta della prospettiva della ricezione, l'enfasi sul <<ricevente>> implica anche un particolare interesse all'interazione tra movimenti e condizioni locali. Di qui la decisione di dedicare un'attenzione maggiore dell'usuale alle regioni periferiche d'Europa. Dov'è il centro d'Europa? A Praga, forse o da qualche altra parte in Europa <<centrale>>? O a Firenze che fu indubbiamente per un certo tempo il centro del Rinascimento? O a Roma, i cui abitanti pretendevano di vivere al <<centro del mondo>>? I termini del Rinascimento possono essere fiissati rigidamente, e dipendono sempre dl periodo, dalla singola arte o dalla discipline che saranno prese in esame. 
Nelle arti visive, l'Ungheria, o comunque Buda e il suo circondario, svolsero un ruolo centrale alla fine del Rinascimento si fece sentire prima che nel resto d'Europa anche se il paese aveva una collocazione geografica perfierica e culturalmente rappresentava un ibrido, attestato com'era proprio sulla linea di confine tra cristianesimo e Islam. In Croazia, grazie alla sua vicinanza all'Italia le principali tendenze dell'arte, dell'Umanesimo e della letteratura rinascimentali vi si affermarono relativamente presto. Kochanowski, vedeva un modello di periferia nell'Inghilterra. L'Inghilterra fu una zona periferica soprattutto alla fine del XVI secolo, quando le guerre di religione in Francia e nelle Fiandre avevano reso gli spostamenti verso le isole britanniche insolitamente difficili e pericolosi.
La creatività si rivelava al tempo stesso più necessaria e più visibile proprio nei luoghi in cui la distanza culturale dell'Italia era in una determinata fase o in un determinato ambito più accentuata. La mancanza del retroterra urbano indispensabile per il Rinascimento e il predominio dell prosa sulla poesia. L'accento sulle periferie favorisce una messa a punto più precisa degli stili locali per quanto riguarda l'arte, la letteratura, l'istruzione. Dal centro, questi stili sono stati spesso percepiti come fonte di <<corruzione>> o di <<provincializzazione>> del modello originale evidenziando soprattutto le perdite, i lati negativi. Dalla periferia, si coglie piuttosto un processo creativo di adattamento, assimilazione, <<sincretismo>>.

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